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Il dialetto modenese



Ho notato che, nello scrivere in dialetto, molti usano l’apostrofo in modo diverso dall’italiano…

Sì è vero. Se in dialetto prendiamo ad es. l’articolo determinativo maschile al, l (= il, lo), notiamo che davanti a nome iniziante per consonante usiamo al (al can = il cane), mentre si usa l davanti a nome iniziante per vocale, che non occorre apostrofare, poiché, a differenza dell’italiano, è già tronco, quindi non presenta alcuna vocale da eliminare (l ōr = l’oro).
Personalmente, preferendo non lasciare consonanti “volanti”, collego i due elementi mediante una lineetta (ligatt): l-ōr = l’oro, questo per rendere la pronuncia meno equivoca e più scorrevole.
Ora però nasce un dubbio: se alcuni di coloro che hanno usato l’apostrofo davanti a nome maschile iniziante per vocale o che lo usano tuttora avessero inteso o intendono attribuire a questo segno il valore di legamento fonetico, bisognerebbe rivedere ogni considerazione e non giudicarlo errore. Il problema è sempre lo stesso: manca tra chi scrive in dialetto un accordo valido per tutti.

(v. G. Rinaldi, Leggere e scrivere in dialetto modenese, Il Fiorino, Modena, ’17).