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Maggio


Un cavaliere templare sta partendo per le crociate


L’origine del nome maggio è piuttosto incerta e non da tutti condivisa. L’ipotesi più attendibile è quella che lo fa derivare dal nome della dea Maia, madre della terra, alla quale gli antichi dedicavano, per tutto il mese, sacrifici e feste.
A maggio la primavera è nel suo momento più bello. Tutto è in fiore: prati, giardini, alberi e siepi e ovunque è un ronzare di insetti a caccia del polline dei fiori.
In campagna, una delle principali attività del mese è la falciatura dell’erba, la più importante dell’intera annata, perché da sola costituiva la metà della produzione annuale di fieno. Un tempo, si diceva infatti: par San Bernardèin ogni êrba la dvèinta fèin, per San Bernardino (20 maggio) ogni erba diventa fieno.
Per i contadini il taglio del fieno (sgaría) era molto gravoso, tanto che si restava in campagna a lavorare fino a quando calava il buio.
Maggio era il mese dedicato all’amore e i giovanotti portavano alle loro fidanzate nastri, fiori e piccoli doni. Nel nostro Appennino c’era la tradizione del Cantarmaggio e i giovani si recavano nelle case con rami fioriti cantando rime amorose.
Il mese era dedicato alla Madonna e si facevano in suo onore molte processioni e visite ai suoi santuari. Ogni sera poi si recitava il rosario, una delle poche occasioni per i giovani di trovarsi e conoscersi.


 






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