Ricetta contadina

CASTAGNOLE FRITTE DI CARNEVALE

CASTAGNOLE FRITTE DI CARNEVALE

Il Carnevale è sempre stata la festa dei dolci fritti per eccellenza: frappe o chiacchiere, frittelle di ogni tipo, farcite o meno, e castagnole. Queste ultime, ai tempi moderni in cui vi sono maggiori esigenze di cucina light, vengono preferibilmente cotte in forno,...

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Attualità

Di tendenza: campanilismo regionale nei dolci pasquali

Di tendenza: campanilismo regionale nei dolci pasquali

Rubrica: Attualità di Claudia Rinaldi. Una tendenza culinaria moderna e sorprendente è che a Natale, la festa più tradizionale che ci sia, legata alla famiglia, si ricercano sapori nuovi, di altre regioni, addirittura continenti, con rielaborazioni di pandori e...

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Cosa Facciamo

Poesia

FÈERMET (Fermati) dialetto emiliano di Carpi (MO)

FÈERMET (Fermati) dialetto emiliano di Carpi (MO)

Poesia del poeta dialettale Sauro Roveda (dial. di Carpi) Fèermet ad ascultèer al gnìint, un gnìint ch’àl né gh’à più memòoria. Et sintrèe la nèev pugèeres insìma a’iaršùi daàl dè, un šbàater d’èel, un suspìir d’amòor. Et sintrèe el parooli mai dìti rumèer in dl’àalma...

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Antichi mestieri

Un antico mestiere: l’impagliatore di sedie.

Un antico mestiere: l’impagliatore di sedie.

Un diffuso mestiere di un tempo era quello dell’impagliatore di sedie, poiché molto spesso nelle case dei contadini, il fondo delle sedie impagliate, con l’uso, si logorava.  A questo punto era richiesta l’opera dell’impagliatore di sedie. Questo artigiano...

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Proverbi contadini

Proverbio di Sant’Antonio della bassa Modenese

Proverbio di Sant’Antonio della bassa Modenese

[Mantova/Mirandola] Sant-Antòni gugiolēr che al darsēt al végn de ṡnēr, Sant’Antonio, protettore dei maiali, che il 17 viene di gennaio: il proverbio vuole ricordare la data precisa della festa dedicata al santo, collegato ad una sua caratteristica: è...

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Tradizioni contadine

Mercoledì delle Ceneri: San Grugnòun (San Musone)

Mercoledì delle Ceneri: San Grugnòun (San Musone)

Sapevate che a Modena nel calendario abbiamo un Santo in più? Si tratta di San Grugnòun (San Musone).Nell’immaginario collettivo contadino, era il santo del giorno delle Ceneri: inizio della Quaresima. Fine dei balli, delle feste, dei coriandoli, del cibo grasso e...

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I dè dla mêrla

La leggenda dei giorni della merla scritta e tradotta in dialetto modenese dal prof. Giorgio Rinaldi. A la fin dal mêṡ de żnēr, al fradd al dvèinta ancára pió catîv: as trata di dè dla mêrla: i ultem tri dè (vintnôv, trèinta e treintûn). ’Na fôla dimóndi antîga la...

Bonaria presa in giro in dialetto modenese

T-ê furb damànt un sdàz, sei furbo come un setaccio: ossia sei uno sciocco, perché il setaccio lascia passare il buono (la farina) e trattiene lo scarto; si tratta infatti di una colorita antìfrasi, ossia una frase il cui senso è l'opposto di ciò che significano le...

Simpatico modo di dire sulla nebbia fitta

"A gh-è 'na fumàna acsè fésa,  ch'a s-egh pôl pugēr la bicicláta", c'è una nebbia così fitta che vi si può appoggiare la bicicletta.

Civiltà contadina ed Etimologie

Têża tigēla tagg. Anche in luglio proseguiva la falciatura dell’erba per procurare il foraggio agli animali della stalla e si metteva il fieno nella  têża (fienile), per evitare che si inzuppasse durante un qualche violento e improvviso temporale estivo. Têża...

Chi vôlta la manēla, al vôlta la canēla

“Chi vôlta la manēla, al vôlta la canēla”, chi gira il manipolo (manciata di spighe), detto anche mannello/a, del grano, ruota il mattarello, cioè colui che miete potrà fare pane e pasta, ossia mangiare. Per estensione “Chi lavora, mangia”. “Vultēr la manēla” fa...

Dēr al tabàch dal mòro (dare il tabacco del moro)

Dēr al tabàch dal mòro, dare il tabacco del moro: significa picchiare, darle di santa ragione, battere. L’espressione è presente in molti dialetti settentrionali. “Tabacco del moro” era chiamato un tipo di tabacco, particolarmente forte e robusto, contenuto in una...

Êser in màn al puiàn

Êser in màn al puiàn, essere in mano alle poiane: l’espressione significa trovarsi abbandonato a sé stesso/ - alla propria sorte. La poiana è un tipico rapace delle nostre zone che si ciba di piccole prede o carogne. I nostri nonni avevano alcuni modi di dire legati a...

Avēr la s-ciarlanzàna

Avēr la s-ciarlanzàna/ êsr in s-ciarlanzàna, avere maglie rade, logore; presentare chiazze o lesioni in un tessuto; mostrare un diradamento. Il termine deriva da s-ciarēla, (radezza, diradamento, sfoltimento), a sua volta dal verbo s-ciarîr, schiarire, diradare,...

Avēr la s-ciarlanzàna/ êsr in s-ciarlanzàna

Avēr la s-ciarlanzàna/ êsr in s-ciarlanzàna, avere maglie rade, logore; presentare chiazze o lesioni in un tessuto; mostrare un diradamento. Il termine deriva da s-ciarēla, (radezza, diradamento, sfoltimento), a sua volta dal verbo s-ciarîr, schiarire, diradare,...

Pighêr i tvaiô (Piegare i tovaglioli)

Pighêr i tvaiô, piegare i tovaglioli: morire; andarsene. Nel gergale: raccogliere le proprie cose. Dal libro: "101 Modi di dire in Emilia-Romagna" Ed. Pendragon, autori: proff. Sara Prati e Giorgio Rinaldi Si tratta di un eufemismo un po’ amaro legato a un’immagine...

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Indovinelli dei nostri nonni

Rebus dialettale

Risolvendo questo rebus dialettale troverete il mio nome. Chi sono e a cosa servo?

Vai alla soluzione…

 

 

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